Il pubblico viene accompagnato dai due performer in una serie di piccoli meccanismi, trappole “sornione”, ed è esortato a intervenire nella drammaturgia, interrompendo o modificando lo svolgersi della scena, per farla procedere.
In Questo lavoro sull’arancia a poco a poco il pubblico viene condotto su un terreno di fiducia, di condivisione e di empatia con interventi sempre più importanti ed invasivi. L’estetica dello spettacolo strizza l’occhio al film cult “Arancia meccanica”: l’arancia, qui come nel film, è il simbolo del rapporto sadomasochistico dell’artista con il sistema spettacolare e con gli spettatori che fa da sottofondo allo svolgersi degli esperimenti.
In Save the last dance for me il coreografo Alessandro Sciarroni lavora assieme ai danzatori Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini sui passi di un ballo bolognese chiamato Polka Chinata. Si tratta di una danza di corteggiamento eseguita in origine da soli uomini e risalente ai primi del ‘900: fisicamente impegnativa, quasi acrobatica, prevede che i danzatori abbracciati l’un l’altro, girino vorticosamente mentre si piegano sulle ginocchia quasi fino a terra. Il lavoro nasce in collaborazione con Giancarlo Stagni, un maestro di balli Filuzziani che ha ridato vita a questa antica tradizione grazie alla riscoperta e allo studio di alcuni video di documentazione risalenti agli anni ’60. Sciarroni scopre questa danza nel dicembre 2018 quando la danza era praticata in Italia solo da 5 persone in tutto. Per questa ragione, il progetto è composto da una performance eseguita dai due danzatori e da una serie di workshop volti a diffondere e ridare vita a questa tradizione popolare in via d’estinzione.
per la rassegna WE SPEAK DANCE Body of Memory rappresenta l’approdo di un lungo percorso artistico e personale del coreografo franco-algerino di fama internazionale Hervé Koubi. In questa creazione intensa e visionaria, nata da una ricerca avviata nel 2009 attorno ai temi della memoria e dell’identità, Koubi esplora le proprie radici algerine attraverso una danza che intreccia suggestioni mediterranee, tradizioni popolari ed energia urbana. Sul palco, dodici straordinari danzatori provenienti dall’hip hop e dalla street dance danno vita a una coreografia potente e fluida, fatta di contatti, sollevamenti e rotazioni vertiginose, dove virtuosismo atletico e delicatezza convivono in perfetto equilibrio. Tra luci scolpite nel buio e una partitura musicale che unisce Bach, musica sufi e le composizioni di Hamza El Din, Body of Memory costruisce un ponte poetico tra Oriente e Occidente, evocando un tempo sospeso, un rito collettivo ai margini del sacro.