Dietro la figura mite e rassicurante del “pittore divino” si nasconde un genio dalla vita esplosiva, fatta di sfide e contraddizioni, di viaggi incessanti, amicizie granitiche, amori focosi, successi grandiosi e tragedie improvvise, passando persino attraverso polemiche con l’autorità del tempo.
Matthias Martelli, accompagnato dalle musiche dal vivo del Maestro Castellan, riprende la tradizione del teatro giullaresco e di narrazione e trascina lo spettatore all’interno di un percorso appassionante, rendendo vivi i personaggi, entrando con le immagini e le parole dentro i capolavori di Raffaello, curiosando nei suoi segreti, per rimanere infine stupiti e affascinati di fronte alla sfolgorante esplosione di meraviglia e colori di questo gigante del Rinascimento.
Il 1992 è l’anno delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, un momento drammatico che segna per sempre la storia d’Italia. L’Ultima estate ripercorre gli ultimi mesi di vita dei due magistrati siciliani e, attraverso fatti noti e meno noti, pubblici e privati, ne racconta la vicenda al di là della cronaca e lontano dalla retorica celebrativa. Emergono così la forza, l’umanità e il profondo senso dello Stato che li animava, ma anche l’allegria, l’ironia, la rabbia e, soprattutto, la solitudine cui furono condannati. Liberati dall’immagine di icone cristallizzate, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino arrivano al pubblico nella loro dimensione più autentica, quotidiana e profondamente umana.