Peter Pan approda sull’Isola dei Bambini Sperduti riportando al centro alcune domande che attraversano ogni età: che cosa resta del bambino che siamo stati? Crescere significa davvero lasciarselo alle spalle? E le paure dell’infanzia smettono davvero di appartenerci quando diventiamo adulti?
Partendo dal classico di J. M. Barrie, lo spettacolo guarda al rapporto tra infanzia ed età adulta attraverso la figura di Peter Pan e il suo mondo. Al centro c’è la capacità di immaginare, un’attitudine che raggiunge la sua massima espressione nell’infanzia e che, in un presente saturo di immagini, rischia paradossalmente di diventare sempre più difficile da esercitare. Lo spettacolo si interroga su come conservare quello sguardo senza rinunciare alle responsabilità della vita adulta, mantenendo la libertà di pensiero, la leggerezza e l’originalità proprie dei bambini.
In scena gli attori interpretano Peter, Wendy e Capitan Uncino. Le gradinate della scenografia si trasformano di volta in volta nella nave dei pirati o nell’Isola che non c’è, mentre i giovani spettatori sono coinvolti direttamente in alcuni momenti dell’azione. Un ruolo centrale è affidato alle musiche originali di Paolo Silvestri: i brani, eseguiti dal vivo dagli attori, diventano parte integrante del racconto e accompagnano il pubblico nell’universo immaginario di Peter Pan.