Sul palco sei attori su sei sedie, che tessono insieme una trama di storie, che aprono squarci di esistenze incrociate. Sono vite affaccendate nei quotidiani affanni, vite che si arrovellano e intanto si consumano, che a tratti si ribellano eppure poi si arrendono, perché in questo carosello di moti e fallimenti è il lavoro a suonare la melodia più forte, quella dell’ineluttabile, dell’inevitabile, del così è sempre stato e del sempre così sarà. Sempre domenica è un coro di anime, una sinfonia di destini. Ma è – soprattutto – un canto d’amore per gli esseri umani.
Cartografia della distanza parte da una domanda semplice: perché siamo qui e dove vorremmo essere davvero? Tra il punto A, in cui siamo, e il punto B, dove forse vorremmo essere, esiste una distanza fatta di tempo, costi e mancanze. Il progetto indaga le migrazioni spinte dall’amore — romantico, familiare, amicale. Attraverso interviste e testimonianze audio, crea un racconto sulle distanze che ci separano e sui piccoli gesti quotidiani che formano la realtà degli amori a distanza. I conti dei soldi, i fusi orari, i messaggi, le differenze linguistiche, le videochiamate, i pensieri quotidiani, le mancanze, le frustrazioni e i tentativi di raggiungersi diventano gli elementi di una quotidianità segnata dalla distanza. Cartografia della distanza osserva così le relazioni che si costruiscono e si trasformano tra un punto A e un punto B, raccontando le distanze che ci separano e i modi con cui proviamo a raggiungerci.
Spettacolo consigliato dai 4 anni ai 10 anni Liberamente ispirato a “Teresin che non cresceva” di Rodari Nei campi i bambini di un piccolo paese giocano tra loro. Ai loro piedi hanno stivali colorati che portano sempre. Il gioco è il loro unico pensiero che li rende felici. Intorno a loro il cicaleccio estivo. Una grande balla di fieno su cui salire la sera per esprimere desideri davanti alle stelle cadenti e che raccoglie in sé le vite dei pochi abitanti del paese e che si anima di voci, corpi e musiche. Amanda è una piccola bambina. I suoi stivali sono azzurri come il cielo in estate. Vive con il papà, la mamma e la nonna e ha tre amici inseparabili. Amanda non vuole più crescere: davanti all’ingiustizia decide di non voler diventare grande. Crescono i suoi amici, mentre lei rimane piccola. I loro stivali cambiano, mentre quelli di Amanda no. Solo attraverso le esperienze Amanda scoprirà il gusto e la bellezza di crescere. E con lei cambieranno anche i suoi stivali. Gli stivali di Amanda è una storia divertente, poetica e dal profumo di paglia, che svela il piacere della crescita nell’avventura e nella scoperta dell’altruismo, dell’amicizia e della giustizia.