C’è una calabrona, Simona. Una calabrona che prima volava, come tutti gli altri suoi compagni, ma che adesso non vola più. I suoi compagni calabroni le han detto che è troppo grossa per volare, che è illogico che voli. Così un giorno, al risveglio, non è più riuscita a spiccare il volo. Comincia quindi il suo viaggio iniziatico verso la riscoperta della sua vera natura. Simona finisce in un prato, dove incontrerà alcuni nuovi amici: Rombo, un bombo goffo e simpatico, un Grillo Parlante, Guala la cicala, e altri insetti. Questi personaggi impareranno a volerle bene e cercheranno di aiutarla a riacquistare la sua capacità perduta. Eppure niente. Intanto sul prato incombe un pericolo: le rondini in migrazione, che ogni volta che passano hanno molta fame…
Sarà proprio questo rischio e il bisogno di difendere la sua nuova famiglia che faranno scattare qualcosa dentro di lei. Riuscirà Simona a recuperare la sua capacità innata seppur illogica? La leva dell’amore le farà scoprire non solo di saper volare, ma di avere un’indole ancor più elevata: lei è grossa perché è destinata ad essere regina. La calabrona, come nella migliore tradizione delle favole di Esopo e Fedro, è archetipo di un inconscio collettivo, rappresenta i meccanismi secondo i quali funziona la psiche umana. I giovani spettatori seguiranno la vita di questo simpatico animale alla ricerca della sua identità, per scoprire poi che, a volte, i limiti sono puri e semplici pregiudizi, e che il loro superamento è possibile, basta trovare la leva giusta.
Due storie, due lumache. Luca, detto ‘la lumaca’, è un ragazzino lento, in tutto. Non arriva mai primo, in niente. Ma vive in un mondo che non accetta la sua lentezza. Tutti lo vorrebbero più veloce e nel frattempo lo deridono e lo isolano. Sofia invece è una lumaca vera. Nel suo mondo la lentezza è la norma. Ma le altre lumache la allontanano perché lei ha una mente che viaggia veloce e vuole capire il senso della lentezza, per poterla accettare. Due storie parallele in cui, dopo avventure e incontri speciali, i due protagonisti scopriranno il valore della lentezza e l’importanza di essere sé stessi. Uno spettacolo in cui Marco Continanza ci porta nel racconto grazie alle sue riconosciute capacità narrative, interpretando molti personaggi, sia umani che animali, creando un gran numero di immagini con il solo ausilio del suo corpo e della sua voce. Lo spettacolo Lumache ha debuttato al Festival Segnali 2024, di teatro ragazzi. Ha avuto una Menzione speciale agli Eolo Awards 2025 come spettacolo dedicato all’infanzia