Quando Marta e Viola mi hanno chiesto di creare un duetto per loro ho subito compreso che il mio sguardo doveva posarsi sulla tessitura invisibile di una complicità a me ancora non svelata ma già densa e intrisa di alleanze nella sua produzione di mistero. Una scia desiderante, questa la materia sulla quale ho sentito congiungersi le nostre prospettive e da cui sono partita per tracciare le tappe di pratiche e visioni, approdi e memorie, ricercando nel movimento il grado di presenza necessario, netto e poroso al contempo. Fiducia, necessità, benessere. Simona Bertozzi
Timeline racconta delle somiglianze e delle diversità di comportamento tra esseri umani, in relazione alle convenzioni sociali e di come le stesse vengano percepite nelle differenti culture. Ella si sofferma sui momenti meno piacevoli in cui le persone si imbattono durante la loro vita e rende sempre più sottile la linea che separa ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Nel suo processo creativo, la coreografa compone con i danzatori un collage di immagini che esplorano le situazioni che si alternano in ogni comunità: follia, gioia, competitività, dolore, curiosità, emulazione, disperazione, tristezza, ansia, paura, morte. Utilizzando movimento e teatro, il linguaggio che la contraddistingue, Ella ha esplorato le personalità e le relazioni del gruppo, riuscendo a creare un unico grande, meraviglioso, cupo e umoristico mondo.
Il sogno di Pietro è sempre stato quello di insegnare. Italiano, matematica, filosofia... e poi teatro. Lasciare il segno, dicono i latini. Una passione.
Nel 2021 viene ingaggiato da una scuola media della provincia comasca. La stessa che ha frequentato da adolescente. In cui però qualcosa è cambiato.
Qui non insegna teatro: i genitori non vogliono, lo trovano inutile. Qui insegna TECNICHE DI LAVORO DI GRUPPO.
E dopo un percorso di insegnamento, di affiancamento ad una classe durato più di tre anni, nasce questo lavoro.
Un progetto che pone al centro il dialogo con le nuovissime generazioni: il loro modo di vedere il mondo e concepire, a confronto di quello del protagonista, un ragazzo di 25 anni, che un posto nel mondo ancora lo sta cercando.
Il monologo è una riscrittura dell'opera shakespeariana che, pur giocando con il personaggio e con uno stile grottesco, mantiene intatta la potenza della tragedia. Il punto di vista è unicamente quello della Lady, crudele e annoiata, che guarda il mondo con sofferente distacco. La forza del monologo è il dialogo tra classico e contemporaneo, tra l'adesione al testo e il suo tradimento, sorprendendoci con inserimenti pop e immagini poetiche. Lady Macbeth mette in discussione la nostra moralità e ci rivela, immergendosi sempre più al suo interno, l'estrema ferocia del potere. È un invito alla disobbedienza raccontando esattamente il suo opposto: la regina ci guarda e continua a pungolare la nostra pazienza.