scuole Torino, Belle Époque. Olmo, giovane pioniere del cinema ispirato a Giovanni Pastrone, sogna di realizzare il suo film. Ada, maestra elementare, insegna ai bambini i valori patriottici imposti dal Ministero, mentre intorno a lei crescono le prime istanze di emancipazione femminile. Sono anni di entusiasmo, fiducia nel futuro e grandi possibilità. Ma il cinema, appena nato, diventa rapidamente anche uno straordinario strumento di propaganda: in pochi anni centinaia di film contribuiscono a costruire un’immagine eroica della guerra e del nemico, preparando l’opinione pubblica al conflitto. Olmo e Ada saranno costretti a partire per il fronte e scopriranno sulla propria pelle il prezzo di quell’entusiasmo. La dolce guerra mette in dialogo l’Italia che precede la Prima guerra mondiale con il presente, tracciando un parallelo tra il potere persuasivo del cinema di allora e quello dei social network di oggi. Fake news, nemici costruiti e narrazioni capaci di trasformare la realtà non sono fenomeni nuovi: cambiano gli strumenti, ma non i meccanismi. Durante lo spettacolo, gli stessi interpreti realizzano un film dal vivo, mostrando quanto sia facile costruire una narrazione credibile e quanto sia sottile il confine tra realtà e rappresentazione.