Dopo il successo di Plastic Flower. Uno spettacolo che interseca danza e teatro. Il cui filo conduttore è… un filo, vero e proprio. Anzi, una miriade di fili intessuti dall’umanità fin dai suoi albori: stoffe preziose oppure grezze e robuste, opere d’arte oppure utili strumenti di vita quotidiana. Può la trama di un tessuto diventare trama di una storia? Eccome! Questo lavoro che unisce la danza al racconto ne è la dimostrazione.
Un colorato e coinvolgente patchwork di storie danzate, cucite insieme da una voce narrante insolita. Infatti saranno proprio tessuti, abiti e accessori a prendere la parola. ognuno di noi li usa, li indossa, li consuma e nessuno li interpella mai, ma loro, trascorrendo così tanto tempo con noi, hanno imparato a conoscerci a fondo. Usciranno fuori da scatole, cassetti o antichi bauli che funzioneranno come macchine del tempo, parleranno schiettamente dei loro proprietari, a volte persone umili e ignote, altre volte personaggi storici o della letteratura. Tutti parleranno un po’ anche di noi. Tinte accese o tenui, consistenze ora ruvide ora impalpabili, saranno la perfetta cornice scenica per la danza e la musica, preziosi ricami su quella grande infinita tela che è la vita.
Metaforicamente Schiros è un monologo teatrale personale, ironico e commovente in cui Beatrice Schiros torna sul palcoscenico per raccontare la propria vita, tra ricordi, relazioni, perdite, cadute e nuove ripartenze.
Uno spettacolo che nasce come un vero e proprio rito psicomagico di ritorno al teatro: un atto curativo e intimo attraverso cui l’attrice fa pace con il palcoscenico dopo due anni di assenza e condivide con il pubblico fatti, aneddoti e momenti della propria esistenza.
In scena c’è solo Beatrice Schiros, insieme a uno sgabello e alle parole. La forma è quella essenziale del monologo teatrale, con elementi che richiamano la stand up comedy, ma anche il racconto autobiografico e il teatro d’attore.
A partire dalla perdita dei genitori e dal bisogno di fermarsi a fare il punto sul proprio percorso, Beatrice Schiros costruisce un racconto fuori dai denti e sfacciato, ma anche delicato e amaro. Un viaggio attraverso episodi personali e personaggi che, tra risate e lacrime, tocca alcuni dei grandi temi dell’esperienza umana.
Le relazioni, la famiglia, i genitori, il dolore, la perdita, gli errori e la capacità di rialzarsi diventano così materia teatrale. La storia di Beatrice è personale, ma riesce a diventare universale: nel racconto della sua vita, il pubblico può riconoscere qualcosa di sé.
Metaforicamente Schiros è uno spettacolo teatrale appassionante, esilarante e commovente, costruito sul forte rapporto empatico tra attrice e pubblico. Un monologo denso di vita che porta al cuore del teatro attraverso la presenza scenica di Beatrice Schiros, qui per la prima volta anche autrice insieme a Gabriele Scotti.