StraborDante - XYQuartet & John De Leo

Viaggio musicale in nove tappe nell’Inferno di Dante

In occasione delle celebrazioni per il VII centenario della morte di Dante Alighieri, nasce StraborDante: un viaggio musicale tra jazz, rock e noise, in cui l’immaginario dell’Inferno dantesco prende vita in uno spettacolo multimediale. I brani originali e riarrangiamenti di composizioni due-trecentesche dallo XYQuartet dialogano con la voce unica di John De Leo e le immagini create dall’artista Francesco Lopergolo. Nelle nove tappe di StraborDante prendono vita gli incontri, i dialoghi, le suggestioni, le allegorie e le straordinarie invenzioni che popolano il cantico più evocativo della Divina Commedia. A dare vita all’originale drammaturgia di Vincenzo De Vivo, è John De Leo: artista eclettico e versatile, una delle voci più interessante del panorama musicale italiano dell’ultimo decennio con una straordinaria presenza scenica.

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LA TRAIETTORIA CALANTE

Genova, 14 agosto 2018: a Genova crolla rovinosamente il ponte Morandi con la conseguenza tragica di 43 vittime. Il lavoro di Pietro Giannini, in forma di monologo dalla forte impronta di inchiesta civile, ci restituisce la cronaca di una tragedia annunciata. Il racconto ripercorre le tappe di una tradizione tutta italiana di incuria, malaffare, capitalismi degenerati e leggi ad personam. Il giovane attore e drammaturgo, nato a Genova nel 2000, ricostruisce la vicenda del ponte dalla sua costruzione al tragico epilogo, mettendo in fila le figure e i dettagli di una traiettoria calante, ovvero l’esito fallimentare di un’impresa costata la vita a 43 persone Nel lavoro - scritto e interpretato dal giovane attore e drammaturgo genovese Pietro Giannini - si ripercorrono le tappe di quella tragica vicenda con dettagli, vicende e documenti a partire dalla costruzione del Ponte tra il 1963 e il 1967, ricostruiti insieme al Comitato Ricordo Vittime Parenti Ponte Morandi. La narrazione procede dando forma a un monologo che, a tratti, risuona con toni di satira amara e crudele, ripercorrendo una storia paradigmatica del nostro Paese, tra vittime e colpevoli, demagogia e menzogne, corruzione e omissioni, cercando una motivazione a ciò che è ancora oggi sembra impossibile da spiegare. «Il crollo del ponte scatena un effetto domino che investe le persone e le cose – afferma Pietro Giannini - La traiettoria calante può accettare sul palcoscenico un solo corpo, un unico testimone inerme, un Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi era prima di lui ed ora non è più. La scena (del crimine) è nuda, niente più è rimasto; dopo le macerie, neanche più ricostruzione. In questo logorante vuoto, nell’assordante rumore dell’assenza, l’interprete può solo cercare di fuggire il buio attraverso la testimonianza, qualunque essa sia».

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THE HUMAN WALL

Il gioco della de-costruzione

THE HUMAN WALL. Il gioco della de-costruzione, creazione del collettivo di house dance torinese F.I.L., è uno spettacolo di danza contemporanea che esplora i rapporti interpersonali attraverso un dinamico gioco di ruolo, condotto dall’insidioso veleno del giudizio. Un ingenuo e curioso puro, tre giudicanti e tre omologati sopravvivono e interagiscono nella società del confronto tossico, dove le comunità sono aggregazioni grigie e asettiche e l’individuo rischia di perdere la propria voce per adattarsi alla collettività. Attraverso il movimento e un continuo intreccio di corpi e relazioni, i personaggi si osservano, si misurano e si trasformano, costruendo un sistema di equilibri e disequilibri fragili, in costante mutamento. Sarà possibile la convivenza di personalità, movimenti e obiettivi diversi, se ancora ai giorni nostri l’esistenza di più punti di vista non è stata davvero digerita? Tra sguardi, confronti e trasformazioni, THE HUMAN WALL diventa lo specchio di una società in cui il giudizio può separare, ma anche aprire lo spazio a nuove forme di incontro.

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MOLLY

Chiusa nella sua stanza, Molly registra video e li affida alla rete, nella speranza che qualcuno dall'altra parte dello schermo la veda davvero. Quando finalmente arriva una risposta, è quella di una ragazza come lei. Da quel momento nasce un legame che cresce fino a confondere il confine tra ciò che accade online e ciò che appartiene alla realtà. Ispirato alla vicenda di Molly Rose Russell, quattordicenne britannica trovata senza vita nella sua camera nel 2017, lo spettacolo prende avvio da un fatto di cronaca per interrogare il rapporto tra adolescenti e ambienti digitali. Molly utilizzava i social per raccontare il diffondersi della depressione tra ragazze e ragazzi della sua generazione, ma finì progressivamente coinvolta nei meccanismi di raccomandazione delle piattaforme che frequentava. La vicenda individuale si intreccia così a questioni più ampie: il rapporto con l'immagine, l'influenza degli algoritmi, le forme di dipendenza generate dagli ambienti digitali e il modo in cui questi trasformano la percezione di sé e dell'altro. Sullo sfondo emergono anche interrogativi che riguardano le responsabilità delle piattaforme, l'impatto delle nuove tecnologie sulla salute mentale e il ruolo della coscienza collettiva di fronte a fenomeni che coinvolgono sempre più da vicino le nuove generazioni. Scritto e diretto da Girolamo Lucania e interpretato da Letizia Alaide Russo, Molly è una produzione Cubo 2025 ispirata a una storia reale che ha sollevato un dibattito internazionale sulle conseguenze dei contenuti online e sul loro effetto nelle vite più giovani.

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