TABÙ

Tabù: “Tutto ciò che è oggetto di un divieto senza fondamento oggettivo o ciò di cui si preferisce non parlare".

Ecco che ci si confronta con il proibito, con i divieti che ogni disubbidienza o trasgressione fatica a demolire, radicati come sono nel nostro Dna, non per scelta ma per costituzione; concetti alimentati dall’eresia della moralità, che non dovrebbero avere alcuna reale attinenza con l’essere morale. Tabù. Ovvero contro il divieto di avere contatti con determinate persone, di frequentare certi luoghi, di cibarsi di alcuni alimenti, di pronunciare determinate parole; e nessun pensiero non ammissibile alla coscienza. I Tabù, strumento politico di controllo e oppressione? O salvavita dell’equilibrio sociale? Quanto i divieti hanno condizionato e condizionano la nostra esistenza. È  l’occasione per i fatidici “bilanci”. Della nostra e forse di altre tragicomiche esistenze… Ci relazioneremo con lo spettatore in forma diretta, senza artifici né sovrastrutture sceniche, accogliendo e utilizzando gli impacci, i dubbi, la vergogna. Uno scavo che apre alla possibilità di una conoscenza intima che abbatte infeconde resistenze, favorito da una propensione engagé che argina il faceto, il non necessario.

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Corto Circuito

CONCERTO PER UNO SCONOSCIUTO

Concerto per uno sconosciuto è uno spettacolo teatrale che prende forma a partire da un’esperienza reale: un cammino di 460 km, lungo il Kungsleden, nel nord della Svezia, compiuto dal protagonista.

Un ragazzo di 26 anni che lascia tutto – lavoro, affetti, aspettative – e parte, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti, rifugi, persone che passano, che restano.

Le tappe del percorso diventano capitoli: dall’euforia iniziale al confronto con il silenzio, la fatica, la solitudine, la bellezza. Gli incontri. E alla fine, il ritorno. Non per arrendersi, ma per guardare la vita con occhi nuovi.

Una riflessione su cosa significhi partire davvero, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé. Uno spettacolo che parla del desiderio di cambiare e del bisogno di restare.

calendar icon06 novembre 2026
map iconOmegna - Teatrino del Mastronauta
clock icon21:00
Corto Circuito

PASSATO REMOTO

Passato Remoto è un monologo teatrale di Oscar De Summa che intreccia autobiografia, racconto performativo e riflessione sul tempo e sulla memoria. Al centro dello spettacolo c’è un incidente stradale vissuto dall’autore a diciotto anni: un’esperienza limite che interrompe la continuità della vita e modifica profondamente il modo di percepire il tempo, il corpo e la realtà.

Da questo episodio prende forma un racconto che non cerca semplicemente di ricostruire il passato, ma esplora ciò che il ricordo lascia emergere nel presente. Il trauma diventa così una frattura attraverso cui affiorano immagini, rituali antichi, figure legate al lutto e memorie che sembrano appartenere a un tempo più ampio di quello individuale.

Il monologo si muove tra memoria personale e memoria collettiva, alternando momenti di intensa riflessione a passaggi più brillanti e ironici. La ricerca di un significato all'esperienza vissuta porta Oscar De Summa a confrontarsi anche con la medicina alternativa e con il pensiero transgenerazionale, tra teorie, coincidenze e ipotesi sorprendenti.

Una data che si ripete a distanza di generazioni apre la possibilità di interrogarsi sull'eredità degli eventi e sulla capacità del corpo di conservare tracce di ciò che non è stato elaborato. Non una spiegazione definitiva, ma uno spazio narrativo in cui il tempo può tornare indietro, ripetersi e interrompersi.

Anche la dimensione sonora contribuisce a costruire questo spazio instabile. Parole, silenzi, suoni e intrusioni musicali interrompono la continuità del racconto, creando una scena in cui il tempo non procede in linea retta, ma avanza per scarti, ritorni e ripetizioni.

Passato Remoto è un viaggio teatrale tra trauma, memoria e identità, capace di tenere insieme profondità e ironia. Un monologo contemporaneo che parte da un'esperienza personale per interrogarsi su ciò che ereditiamo, su ciò che ricordiamo e su ciò che continua a ritornare nel tempo.

calendar icon13 marzo 2027
map iconTorino - San Pietro in Vincoli (Zona Teatro)
clock icon19:30
Corto Circuito

DIVA

Meglio all'inferno sui tacchi che in cielo in ballerine

Greta Sofia si presenta a un gruppo di persone convinta di trovarsi in un luogo preciso ma… tra una battuta e una confessione lascia emergere la persona dietro il personaggio. L'infanzia in provincia, il rapporto con la famiglia, gli amori sbagliati, il corpo, la religione, il desiderio di essere riconosciuti, le identità, i tabù e le contraddizioni del presente diventano materia teatrale in un flusso continuo di comicità, vulnerabilità e feroce autoironia. "Diva" è uno spettacolo che usa la risata per raccontare ciò che normalmente viene nascosto. Perché ogni ferita, se attraversata con sincerità, può trasformarsi in spettacolo.

calendar icon25 ottobre 2026
map iconOmegna - Teatrino del Mastronauta
clock icon21:00

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