Lo spunto drammaturgico si sviluppa a partire da La Gilda del Mac Mahon una raccolta di racconti del 1959 di G. Testori. Il lavoro delle tre attrici nasce dalla consapevolezza che ancora oggi esistano molteplici “Gilde”; da qui la rielaborazione del testo in chiave pop. In scena si gioca, a partire dal linguaggio testoriano, su femminilità e ironia di una donna devota.
THE HUMAN WALL. Il gioco della de-costruzione, creazione del collettivo di house dance torinese F.I.L., è uno spettacolo di danza contemporanea che esplora i rapporti interpersonali attraverso un dinamico gioco di ruolo, condotto dall’insidioso veleno del giudizio. Un ingenuo e curioso puro, tre giudicanti e tre omologati sopravvivono e interagiscono nella società del confronto tossico, dove le comunità sono aggregazioni grigie e asettiche e l’individuo rischia di perdere la propria voce per adattarsi alla collettività. Attraverso il movimento e un continuo intreccio di corpi e relazioni, i personaggi si osservano, si misurano e si trasformano, costruendo un sistema di equilibri e disequilibri fragili, in costante mutamento. Sarà possibile la convivenza di personalità, movimenti e obiettivi diversi, se ancora ai giorni nostri l’esistenza di più punti di vista non è stata davvero digerita? Tra sguardi, confronti e trasformazioni, THE HUMAN WALL diventa lo specchio di una società in cui il giudizio può separare, ma anche aprire lo spazio a nuove forme di incontro.
Dialoghi con Mia Madre è uno spettacolo teatrale di commedia contemporanea che affronta con ironia, leggerezza e profondità uno dei temi più attuali della società: il rapporto tra generazioni e la gestione della vecchiaia all’interno della famiglia. Il testo nasce dall’omonimo film argentino scritto e diretto da Santiago Carlos Oves, vincitore di numerosi premi internazionali, e diventa teatro grazie alla versione di Jordi Gàlceran, autore catalano capace di intrecciare profondità emotiva, ritmo narrativo e umorismo. Al centro dello spettacolo ci sono una madre anziana e il figlio cinquantenne, costretto improvvisamente a ridefinire il proprio ruolo all’interno della famiglia. Responsabilità economiche, senso di colpa, fragilità affettive e necessità quotidiane mettono alla prova un equilibrio già precario. L’equilibrio precario è ancor più destabilizzato quando la madre rivendica il proprio diritto alla libertà, all’autonomia e all’amore, mettendo in discussione le aspettative del figlio e i ruoli tradizionalmente associati alla vecchiaia. La scrittura alterna leggerezza e tensione drammatica, costruendo un continuo gioco di ribaltamenti che coinvolgono lo spettatore sul piano emotivo e umano. Attraverso il rapporto tra madre e figlio, Dialoghi con Mia Madre parla di famiglia, invecchiamento, autonomia e responsabilità, portando in scena piccoli e grandi drammi della vita quotidiana.