Tre piccole storie che intrecciano affabulazione e scienza ci mostrano come tutto ciò che ci circonda, compresa la nostra stessa vita, sia un lungo e costante cambiamento.
Traendo ispirazione sia da racconti classici sia da opere moderne e scientifiche, lo spettacolo intreccia mito e realtà conducendo i giovani spettatori nello stupefacente mondo della metamorfosi. Grazie a un linguaggio semplice e poetico, seguiamo le vicende di un piccolo essere attraverso i suoi continui mutamenti che si rivelano ora naturali, ora fantastici.
Così come il seme si trasforma in albero e il bruco in farfalla, una giovane ragazza può mutarsi, grazie all’immaginazione, in un’intera foresta.
Seguendo un percorso a tappe, il racconto si rivela un viaggio attorno al tema del cambiamento – così presente nella vita quotidiana del bambino – e affronta con delicatezza quel naturale sentimento di paura che gli è connesso, mostrando come ogni “metamorfosi” porti con sé una nuova, grande, opportunità.
Arturo, professore razionale che ha smarrito il rapporto con la fantasia, e Wendy, una bambina determinata a non rinunciare alla propria capacità di immaginare, intraprendono un percorso alla ricerca di Peter Pan, simbolo universale dell'infanzia e della libertà, attraversando uno spazio scenico sospeso tra realtà e immaginazione. Liberamente ispirato al celebre racconto di Peter Pan, lo spettacolo propone una rilettura poetica attraverso il linguaggio del circo contemporaneo per restituire un racconto dedicato al valore dell'immaginazione e alla forza del sogno. Spettacolo per la scuola primaria
Una compagnia teatrale ha poco tempo per mettere in scena La Tempesta. Gli attori sono già lì, sospesi tra sé stessi e i personaggi che stanno per incarnare. Le prove iniziano, e l’isola di Shakespeare prende forma davanti agli occhi del pubblico: un luogo di esilio e di incanto, di potere e di ribellione. Prospero, duca spodestato e mago potente, vive confinato su un’isola insieme alla figlia Miranda. Tradito dal fratello Antonio e abbandonato al mare, ha fatto della sua solitudine uno spazio di dominio: governa gli spiriti come Ariel e tiene in catene Calibano, antico padrone di quell’isola. Quando una tempesta da lui stesso evocata fa naufragare i suoi nemici sulle rive del suo esilio, Prospero mette in atto il suo disegno di vendetta. Intorno a lui si muovono amori che nascono — come quello tra Miranda e Ferdinando — e complotti che si intrecciano, lotte per il potere e desideri di libertà. Ariel sogna di essere liberato, Calibano rivendica la propria terra e la propria dignità. Tutti cercano una via d’uscita dalla propria prigionia. Ma questa Tempesta non è solo la storia di un’isola lontana. Le tensioni tra i personaggi si riflettono nelle dinamiche della compagnia che li interpreta. Realtà e finzione si sovrappongono: gli attori entrano ed escono dai ruoli, e il confine tra vita e teatro si fa sottile. La tempesta diventa così un movimento interiore, un attraversamento. Nel cuore della vendetta si apre la possibilità del perdono. E l’isola, da luogo di esclusione, si trasforma in spazio di rinascita, dove il teatro diventa salvezza e atto di libertà.