UN ALT(R)O EVEREST

Note di regia

Lo spettacolo è la naturale evoluzione di (S)legati. Dopo (S)legati, infatti, abbiamo sentito la “chiamata” e in qualche modo il “dovere” di continuare l’indagine così ricca e fruttuosa, nata durante tutto il percorso nel circuito della montagna.  Per farlo però non ci bastava una semplice storia di alpinismo (in effetti, ne esistono a centinaia di imprese e avventure tra la letteratura alpinistica). Avevamo bisogno di una storia che potesse elevarsi a paradigma, che potesse, in qualche modo, contenere le storie di tutti, anche di chi la montagna non la frequenta o addirittura non la ama. Una storia che fosse, per dirla in breve, universale. E l’abbiamo trovata: la storia di Mike e Jim parla di qualcosa che tutti abbiamo conosciuto e con la quale prima o poi dobbiamo fare i conti: la perdita, il lutto, la mancanza… e assieme quel dialogo, silenzioso e profondo che continuiamo ad avere con le persone che non sono più con noi ma che in qualche modo… continuano ad essere con noi. Siamo sicuri che non sia un caso se abbiamo incontrato questa storia proprio ora. Gli ultimi due sono stati anni dolorosi. Mamma Franca se ne è andata. Gli amici Sandro e Marco se ne sono andati. Ne sentiamo la terribile mancanza… ma siamo convinti che possiamo sentire la mancanza solo…. di chi è presente. 

Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris

SINOSSI

Jim Davidson e Mike Price sono due amici. Sono una cordata. Nel 1992 decidono di scalare… la loro montagna: il Monte Rainier nello stato di Washington, Stati Uniti. Il sogno di una vita, una vetta ambita da ogni scalatore, un passaggio obbligatorio per chi, nato in America, vuole definirsi Alpinista. “The Mountain” come la chiamano a Seattle. Ma le cose non sono mai come ce le aspettiamo e quella scalata non sarà solo la conquista di una vetta. Sarà un punto di non ritorno, un cammino impensato dentro alle profondità del loro legame, un viaggio che durerà ben più dei 4 giorni impiegati per raggiungere la cima. “Un alt(r)o Everest” è una storia vera, non è una storia famosa, da essa non è stato tratto nessun film, ma potrebbe essere la storia di ognuno di noi. E forse lo è. Proprio per la sua spietata semplicità. Una storia che racconta le difficoltà e i passaggi obbligatori che la vita ci mette davanti. Crepacci. Non possiamo voltarci dall’altra parte e non possiamo giraci intorno ma solo attraversarli. Due amici, due vite, due destini indissolubili.

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LA RAGAZZA CON LA LAVASTOVIGLIE DI PERLA

Dopo anni passati a sentirti fuori tempo e fuori luogo, da adulto/a finalmente… continui a sentirti tale! Ma in compenso sviluppi nuove competenze: non sai rilassarti in vacanza, ti iscrivi a hip hop con i teenager pensando sia un’ottima idea e hai una relazione stabile con l’insonnia. Sembrerebbe una tragedia. Invece no. Scopri che i timidi sono i veri sex symbol e ti emozioni davanti alle offerte del supermercato. La ragazza con la lavastoviglie di perla è un monologo ironico sull’età adulta, tra rivelazioni inaspettate e nuove discutibili forme di felicità. Perché mentre Jennifer Lopez è felice su uno yacht, tu puoi sentirti realizzato anche davanti alla tua lavastoviglie.

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PASSATO REMOTO

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calendar icon13 marzo 2027
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GOOD VIBES ONLY

(the great effort)

GOOD VIBES ONLY (the great effort) trasforma il gesto quotidiano dello scrolling in una potente metafora del presente. In scena, un solo corpo diventa il luogo in cui si accumulano, senza sosta, informazioni, immagini, tendenze e modelli imposti dalla costante interconnessione digitale. Danze virali, frammenti iconici e contenuti social si susseguono in un flusso ininterrotto, dando vita a un corpo-catalogo che assorbe e riflette le logiche della rappresentazione dominante. Secondo capitolo di una trilogia dedicata allo scrolling, lo spettacolo indaga le implicazioni etiche, politiche e sociali del ventunesimo secolo. Good Vibes Only è il titolo scelto per Playtime 2026/27, progetto di Piemonte dal Vivo in collaborazione con Stranaidea rivolto alle scuole superiori. Lo spettacolo è il punto di partenza per indagare il rapporto che gli adolescenti hanno con i social, in particolare con l’esposizione, la sovrastimolazione e la costruzione della propria presenza pubblica nei contesti online.

calendar icon13 aprile 2027
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