Ugo Dighero, uno dei volti più amati dal pubblico teatrale e televisivo, e Daniele Ronco, inventore del “teatro a pedali”, insieme alimentano una potente energia creativa che usa il palcoscenico per ragionare sulle grandi sfide ambientali del nostro presente. In tre capitoli (alimentazione, trasporto e sovraffollamento) semplici istruzioni per migliorare la qualità di vita e contribuire consapevolmente a un rinnovamento che non può più aspettare.
Cosa vuol dire creare danza al giorno d’oggi? L’atto creativo può̀ veramente ignorare giudizio esterno ed esperienza personale? Continuando le ricerche iniziate con A Solo in the Spotlights (2022), Vittorio Pagani si interroga sui meccanismi di produzione e diffusione delle opere di danza mettendo in scena il (super)processo creativo del suo nuovo spettacolo. SUPERSTELLA è un'indagine esistenziale e artistica che oscilla tra caos e ordine, tra idealizzazione e realtà, tra il desiderio di compiutezza e il fascino del perpetuo divenire. Questo limbo creativo fatto di backstage, flashback e prospettive future, fa del presente uno spazio dove nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Ispirata al mito delle STELLE del cinema e in dialogo con 81⁄2 del grande Federico Fellini, questa performance intreccia video, sampling, danza e parola.
La mano è stata a lungo pensata come un condotto di potere, che trasforma l’energia invisibile nel mondo della forma. Il termine latino manifestus (chiaro, palese) comprende appunto la parola manus (mano). Manifestare è il modo per dire “io ci sono”, è il momento in cui acchiappiamo insieme un fuggente tratto di realtà, preso sul fatto, e lo presentiamo all’evidenza del pubblico, della piazza, degli altri. Non c’è rottura tra pensiero, gesto e immaginazione: le mani creano, modellano sia la materia che le idee, sono l’organo distintivo del genere umano emancipato dai vincoli del mondo animale. Sono volti senza occhi, ma vedenti e parlanti. Questo progetto sviluppa una coreografia per un gruppo di tre danzatorə: una forma astratta di rappresentazione, attraverso referenze non narrative e i codici di alcune pratiche di street dance (tutting, fingering, popping, waving, vogueing, flexing etc), definendo un articolato spazio energetico in costante cambiamento per manifestarsi danzando nel flusso del presente.