Marcello vive una vita come tante altre ma non può per sua natura essere al passo con gli altri. Vive ad una latitudine emotiva non comune. Prigioniero del suo sguardo limpido ed elegante si scontra inevitabilmente contro il torpore generale e la grossolanità degli esseri umani.
È all’apparenza una storia minuta e fragile, ma che incorpora un portato emotivo ampio e profondo.
Marcello è una persona qualsiasi con una caratteristica peculiare: parla ad un volume molto basso. Questa sua delicatezza, questo suo muoversi leggero e in retrovia, ha sempre condizionato la sua esistenza e, dentro di questa, i rapporti umani, lavorativi, famigliari, amorosi, con cui ha avuto a che fare.
È consapevole di avere una condizione differente rispetto al mondo che lo circonda, ma non per questo si è mai considerato un poverino, un debole, un triste.
Dal flusso monologante di Marcello emergono con maggiore forza, con maggiore robustezza, i personaggi/persone che ha incontrato e che, per contrasto, ne definiscono i contorni emotivi e sentimentali.
La buona novella di Fabrizio De André, nell’interpretazione dei Perturbazione, riprende integralmente dal vivo il concept album pubblicato nel 1970 e ispirato ai Vangeli apocrifi. La band rilegge questo lavoro attraverso il proprio linguaggio musicale, mantenendone intatta la struttura e i contenuti.