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VALJEAN

Tratto da LES MISERABLES di Victor Hugo

Jean Valjean, un detenuto condannato ai lavori forzati per aver rubato un pane, viene coinvolto in una rissa e in un tentativo di evasione. Nonostante abbia la possibilità di fuggire, Valjean decide invece di aiutare un secondino in pericolo. La Commissione disciplinare gli concede la grazia che gli permette di essere finalmente libero. Ma l’ispettore Javert, capo del carcere di Tolone, sostiene che Valjean non sarà mai un uomo libero, perché chi è stato un forzato non si libera mai realmente delle catene e rimane un numero: in questo caso il prigioniero 9430. L’uomo secondo Javert è segnato: è una pianta che se nasce da un seme malato, tale rimane. E tornerà a delinquere. Da questo momento per Valjean, abbrutito dall’esperienza del carcere, rifiutato da tutti e senza amici, inizia una lotta all’ultimo respiro per sopravvivere, cambiare il proprio destino, e dimostrare di essere ancora un uomo.

Valjean racconta una storia di altri tempi, ma assolutamente attuale: l’uomo alle prese con la propria identità, con i propri valori, con le proprie scelte morali ed etiche. Jean Valjean è un ex-forzato, un reietto della società, ed in questo è lontano da molti di noi. Ma, così come accade quasi ogni giorno a tante persone “comuni”, si trova a doversi battere per dimostrare al mondo e a se stesso di avere un nome degno di essere pronunciato.

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