Due donne, attrici e amiche di lunga data, si ritrovano dopo trent'anni. Non attendono nessuno: si muovono piuttosto come equilibriste sulla soglia incerta del tempo, dentro una realtà fatta di istanti presenti che si sovrappongono e si frammentano.
Racconto sull’interdipendenza gestuale di tre corpi risonatori: un uomo, una donna, un contrabbasso. Un dialogo che, nel tentativo utopico di un’accordatura, indaga differenti dinamiche relazionali e apre nuovi immaginari sull’estetica dei corpi. Obiettivo è cercare di comprendere se la ricerca di questo armonico accordo possa ancora risultare attuale, entrando in dialogo con il pubblico. Sullo sfondo un interrogativo: la questione di come corpi terzi, non umani, influenzino il corpo in scena.
Due donne, attrici e amiche di lunga data, si ritrovano dopo trent'anni. Non attendono nessuno: si muovono piuttosto come equilibriste sulla soglia incerta del tempo, dentro una realtà fatta di istanti presenti che si sovrappongono e si frammentano.
THE HUMAN WALL. Il gioco della de-costruzione, creazione del collettivo di house dance torinese F.I.L., è uno spettacolo di danza contemporanea che esplora i rapporti interpersonali attraverso un dinamico gioco di ruolo, condotto dall’insidioso veleno del giudizio. Un ingenuo e curioso puro, tre giudicanti e tre omologati sopravvivono e interagiscono nella società del confronto tossico, dove le comunità sono aggregazioni grigie e asettiche e l’individuo rischia di perdere la propria voce per adattarsi alla collettività. Attraverso il movimento e un continuo intreccio di corpi e relazioni, i personaggi si osservano, si misurano e si trasformano, costruendo un sistema di equilibri e disequilibri fragili, in costante mutamento. Sarà possibile la convivenza di personalità, movimenti e obiettivi diversi, se ancora ai giorni nostri l’esistenza di più punti di vista non è stata davvero digerita? Tra sguardi, confronti e trasformazioni, THE HUMAN WALL diventa lo specchio di una società in cui il giudizio può separare, ma anche aprire lo spazio a nuove forme di incontro.
Come erano gli spettacoli del passato? Come risuonavano le voci? Come erano i gesti? E le prove? Quali le fatiche e il fascino del teatro di un tempo? E il pubblico? Artiste e artisti di ieri, famosi e dimenticati, girovaghi e vitali, idealisti e cialtroni, raffinati e appassionati, ci conducono per mano tra camerini e palcoscenici di Ottocento e Novecento, sfiorando le luci del varietà fino ad affacciarsi al cinema. Attraverso studi preziosi, biografie, autobiografie, lettere e memorie di gente di teatro cerchiamo le radici di un’arte che sia al centro della vita sociale, culturale e politica delle comunità.