Pubblicato nel 1973, Storia di un impiegato racconta una ribellione immaginata, tentata, fallita e infine, paradossalmente, compiuta. Al centro c’è un impiegato, figura emblematica della società borghese degli anni Settanta, attraversata dalle tensioni politiche e sociali del tempo. Attraverso le canzoni dell’album, Fabrizio De André segue il percorso di un uomo che cerca un’alternativa alla passività e all’isolamento.
Lo spettacolo mette in dialogo quell’universo con il presente. Le canzoni, riarrangiate ed eseguite dal vivo, si intrecciano alla storia di un impiegato di oggi, un uomo comune alle prese con la difficoltà di trovare un senso di appartenenza, con la solitudine e con il rapporto problematico con la società che lo circonda. Ne nasce un confronto tra le domande poste dall’album e i conflitti che continuano ad attraversare il presente, dove le piccole battaglie quotidiane si consumano spesso nel silenzio.
Prigioniera della propria bellezza e dei privilegi acquisiti con il matrimonio, la contessa ungherese Erzsébet Báthory è convinta che il sangue delle giovani vergini possa conservarne l’avvenenza. Nel suo castello costruisce così un sistema di adescamento e sterminio che, secondo i documenti del processo, avrebbe causato centinaia di vittime.
Nel tempo della scena, la contessa è rinchiusa in una stanza del castello insieme al fedele complice nano Janos, mentre gli armigeri sono giunti per arrestarla. Rivolgendosi al Capitano, ripercorre la propria storia e le ragioni che l’hanno condotta fino a quel momento. Attraverso il racconto emergono il rapporto con la bellezza, l’ossessione per l’immagine e una solitudine alimentata dal desiderio di preservare sé stessa a ogni costo.
La buona novella di Fabrizio De André, nell’interpretazione dei Perturbazione, riprende integralmente dal vivo il concept album pubblicato nel 1970 e ispirato ai Vangeli apocrifi. La band rilegge questo lavoro attraverso il proprio linguaggio musicale, mantenendone intatta la struttura e i contenuti.
Le canzoni sono accompagnate da un breve monologo che invita il pubblico a immaginare De André alla vigilia dell’uscita del disco, nell’autunno del 1970, creando un collegamento tra quel momento storico e il presente. Basata sui testi esclusi dal canone occidentale, La buona novella intreccia sacro e quotidiano, grandezza e fragilità, dando voce a figure e punti di vista che attraversano l’intero album. A oltre cinquant’anni dalla sua pubblicazione, i Perturbazione ne propongono una rilettura completa dal vivo.
Karaoke Tomato Ketchup rompe i confini tra i generi teatrali, intrecciando teatro fisico, danza, mimo, canto, narrazione e clown. L’azione scenica, goffa e tragicomica, si sviluppa in un universo post-apocalittico sfacciatamente pop, seguendo una trama da B-movie, radicale nella sua imperfezione.
A narrare sono tre figure grottesche che sembrano emerse da un vecchio anime: tute anni ’70, scarpe Adidas consunte, cerone bianco sul volto. Apparentemente, gli ultimi superstiti dopo una catastrofe. Attorno a loro, fumi, macerie e una macchina misteriosa: il karaoke.
Il karaoke è il dispositivo centrale dello spettacolo, un rito pop per ricostruire il mondo. Attraverso errori e fallimenti clowneschi, i tre cercano di attivare la loro macchina corale con il pubblico che, cantando porta avanti l’azione scenica.
Concerto Gospel
produzione Pro Music International Srl
John Lakin, con oltre 30 anni di esperienza, è il leader dei John Lakin & Friends, un gruppo di nove musicisti e vocalisti specializzati in gospel tradizionale e contemporaneo. I suoi brani, come God is Great e Created to Worship, hanno raggiunto le classifiche Billboard Gospel e ricevuto prestigiosi riconoscimenti. In occasione del tour europeo di dicembre 2026, presenteranno The Gospel Sound, un viaggio attraverso le sonorità che hanno definito e ridefinito il gospel. Nel corso degli anni, il gruppo ha condiviso il palco con artisti di livello internazionale come Vashawn Mitchell, Tye Tribbett, John P. Kee, Erica Campbell, Tasha Cobbs, Mali Music e molti altri, rafforzando la propria reputazione nel panorama gospel.
Canzoni animate è uno spettacolo che va oltre la dimensione del concerto con racconti e aneddoti che accompagnano le canzoni. Prende il nome dall’ultimo album di Giorgio Conte, presentato insieme ai brani inediti e alla nuova versione di Lei, affiancati da una selezione delle canzoni più significative della sua carriera. Sul palco, accanto a Giorgio Conte, una formazione di musicisti d’eccellenza con Lucio Fabbri, Massimo Germini, Antonio Petruzzelli, Alberto Parone e Bati Bertolio. Lo spettacolo restituisce tutto il fascino di un artista che, dopo una lunga carriera internazionale, continua a coinvolgere ed emozionare il pubblico con il suo inconfondibile equilibrio tra ironia, poesia e umanità.